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    Il trucco perfetto per chi porta gli occhiali

    Il trucco perfetto per chi porta gli occhiali da vista non esiste. O meglio, a voi la scelta, ma che sia libera(ta) da diktat di stile. La formula evergreen? Largo a nuance brillanti, rigorosamente chiare e delicate (lo smoky-eye riserviamolo alle lenti a contatto). Parola d'ordine dunque: ingrandire. Definendo lo sguardo che non deve "annegare" dietro le lenti di maxi occhiali, ma (ri)emergere tra segni chiari e decisi. Trucco & occhiali = mascara & eyeliner. I due prodotti must have che il makeup da occhiali deve contemplare. Insieme alla definizione delle sopracciglia e alla luminosità dell'incarnato. Ma ecco tre esempi di makeup abbinato a tre tipologie di montatura

    TRUCCO PER OCCHIALI NERI SQUADRATI 

    Incarnato omogeneo e luminoso: vi dice niente il contouring? (clicca qui per saperne di più), focus sullo sguardo, incorniciato da sopracciglia ordinate e definite (qui l'how to per renderle perfette), abbinate a ombretti nude o colorati. N.B. I toni più adatti a una montatura nera sono il grigio o il blu navy. Mascara abbondante e eyeliner (vero must have). Sulle labbra: rossetto effetto nude abbinato a ombretto scuro; lipstick rosso effetto gloss abbinato a sguardo delicato. 

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    Ricordi, movimento oculare aiuta a recuperarli

    Durante la ricerca, gli esperti hanno chiesto a 10 partecipanti di memorizzare una sequenza di numeri e, successivamente, di ripeterli nello stesso ordine. Nel corso dell'esperimento, i volontari indossavano uno speciale tipo di occhiali, dotati del sistema a infrarossi EyeSeeCam, che registra i movimenti spontanei eseguiti dagli occhi durante il processo di archiviazione e di recupero delle informazioni. Questo ha permesso agli scienziati di scoprire che i soggetti ricorrevano a una determinata strategia visiva per cercare i dati nella memoria.

    In particolare, i loro occhi si muovevano da sinistra a destra in base alla posizione del numero da ricordare, replicando il processo attraverso cui il cervello aveva immagazzinato le informazioni. Secondo gli esperti, la scoperta suggerisce che le sequenze vengono organizzate spazialmente nella memoria e che muovere gli occhi aiuti a esplorare lo spazio mentale.

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    (Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com)

    Mal d'auto? Ecco gli occhiali anti cinetosi!

    Negli anni sono stati studiati rimedi di ogni tipo per combattere il malessere che colpisce molte persone: si va da pastiglie medicinali, a gomme da masticare, sino ad appositi braccialetti, passando per consigli su abbigliamento e alimentazione (mangiare cibi leggeri, aerare l’abitacolo, non leggere e indossare abiti comodi).

    Quattro lenti. A tutti questi ora si aggiunge un nuovo rimedio: si tratta dei Boarding Ring, un paio di occhiali speciali, dotati di quattro lenti e ideati dall’ottico francese Hubert Jeannin. Secondo Jeannin, il liquido contenuto all’interno delle nelle lenti dovrebbe eliminare il conflitto tra occhio e orecchio interno, principale causa del mal d’auto. Ai primi sintomi di malessere bisogna indossare gli occhiali per 12 minuti, mantenendo una posizione eretta e guardando fisso verso l’orizzonte.

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    (Fonte: www.quattroruote.it)

    Alcuni esercizi per rafforzare i muscoli oculari

    Pochi e semplici esercizi giornalieri possono aiutare a rafforzare i muscoli oculari:

    - Guardate su e giù con la massima ampiezza

    - Disegnate un cerchio in senso orario e anti-orario

    - Disegnate con gli occhi le diagonali nel senso delle frecce

    - Disegnate con lo sguardo un quadrato

    - Lo sguardo segue un arco: prima concavo e poi convesso

    - Tracciate con lo sguardo un rombo

    - Disegnate con gli occhi dei fiocchi

    - Seguite la lettera S: prima in orizzontale e poi in verticale

    - Tracciate con lo sguardo degli archi verticali prima in senso orario, poi in anti-orario

    - Spostate lo sguardo da un angolo all'altro seguendo le diagonali di un ipotetico quadrato

    - Cercate di sforzarvi ad avvicinare le pupille il più possibile al naso (aiutatevi mettendo un dito in mezzo agli occhi)

    - Sbattete le ciglia il più veloce possibile - come se fossero ali di farfalla!

     

    (Fonte: http://www.adme.ru)

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    VR Box di Innori, gli occhiali da realtà aumentata

    Innori ha realizzato i VR Box, occhiali capaci di trasformare gli iPhone (e tutti gli smartphone da 4,7 a 6 pollici) in dispositivi per la realtà aumentata e 3D. Con questo accessorio, si possono trasformare fin da subito film e giochi da 2D a 3D.

    Oltre che con l’iPhone, questi occhiali possono essere utilizzati anche con il computer (utilizzato la sincronizzazione tramite smartphone) per una nuova esperienza di gioco. I VR Box non sono ingombranti (194x140x105mm) e pesano circa 330 grammi. All’interno troviamo lenti sferici in resina, il cui diametro è di 42 millimetri. Il materiale dell’imbottitura è in poliuretano e gomma piuma, con cinghie regolabili realizzate in nylon. Queste cinghie sono state integrate a forma d T, per rendere più comodo e semplice indossare gli occhiali.

    Le lenti sono la parte più importante di questo prodotto. Si tratta delle uniche lenti in grado di ingrandire le immagini senza distorcerle.

    Una volta inserito l’iPhone all’interno dei VR Box, viene riprodotta l’esperienza di un display da 1000 pollici visto alla distanza di 30 metri. All’interno degli occhiali possono essere inseriti tutti gli smartphone da 4,7 a 6 pollici, non superiori a 163×83 millimetri.

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    (Fonte: www.iphoneitalia.com)

    Bimba costretta a portare sempre gli occhiali scuri: ecco perchè

    Questa bimba inglese di appena un anno è affetta da acromatopsia, una rara malattia genetica che colpisce appena una persona su 30mila: non può vedere i colori ed è costretta ad indossare lenti scure per proteggersi dalla luce.

    I primi sintomi della malattia sono stati notati da mamma Katie quando Mai aveva solo sei mesi. "Mi sono accorta che c'era qualcosa che non andava perché socchiudeva sempre gli occhi quando era in casa", ha raccontato la mamma al Wales OnlineDa lì è iniziato un giro di visite tra medici e specialisti, finché pochi mesi fa non è arrivata la diagnosi: acromatopsia, un malfunzionamento del cono dell'occhio situato nella retina. Entrambi i genitori della piccola Mai hanno scoperto quindi di essere portatori del gene che provoca la acromatopsia: la bambina aveva una probabilità su quattro di nascere con questo disturbo.

    "In casa teniamo sempre le tende chiuse per farla stare meglio", hanno spiegato i genitori. "Mai indossa sempre occhiali da sole e un cappello ogni volta che sente fastidio, il che accade il più delle volte che usciamo". Tra pochi mesi la bambina - che è molto indipendente e ha già imparato a conviverere con la sua malattia - dovrà andare a scuola e la mamma è preoccupata: "La prima cosa che i bambini imparano a scuola sono i colori e mi rattrista sapere che Mai non potrà farlo". 

    (Fonte: www.today.it)

    Cieca vede il figlio neonato con occhiali speciali

    E' diventato virale il video della mamma canadese, ipovedente e invalida civile al 100%, che ha potuto vedere il suo bimbo neonato grazie a un paio di "occhiali" elettronici. Kathy Beitz è malata di degenerazione maculare, una patologia che colpisce la retina. Ha potuto vedere il suo bimbo grazie agli occhiali eGlasses che magnificano la visione in tempo reale per chi non è totalmente cieco. Il video diffuso dalla associazione "makeblindnesshistory.com" mira a raccogliere denaro per combattere la malattia e consentire ai pazienti l'uso dei costosissimi occhiali.

     

    (Fonte: http://www.askanews.it)

    Bono Vox svela il mistero: "Gli occhiali? Sono malato"

    Non è una scelta stravagante, ma una necessità: il leader degli U2 Bono Vox indossa spesso gli occhiali da sole perché da 20 anni soffre di glaucoma. A rivelarlo è stato lui stesso. Il cantante, 54 anni, ha spiegato di dover far fronte a questo disturbo causato dall'aumento della pressione intraoculare, che può avere come conseguenze la progressiva perdita della vista. Il sole è un nemico per i milioni di persone nel mondo che hanno questo problema.

     

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    (Fonte: www.rainews.it)

    Occhiali da sole e danni alla vista

    (...) La prima cosa da fare evitare di comprare occhiali sprovvisti di ogni normativa. Gli occhiali scuri senza filtro, infatti, bloccano la luce ma non i raggi UV e dilatando la pupilla ne permettono un'assorbimento spropositato rispetto alla norma nell'assenza di utilizzo, con gravi conseguenze per la struttura oculare.

    Certificazioni e indicazioni; dal 1995 tutte le lenti devono avere il marchio CE e indicare il potere filtrante da 0 a 4 (0=quasi nullo; 1=potere filtrante dal 40% all'80%; 2-3=Buon potere filtrante; 4=Potere filtrante totale). Anche se il marchio CE indica lo standard minimo di protezione conformi alle normative dell'unione europea che vuole sotto intendere una protezione totale al 100% sia dai raggi UVA e UVB, per quanto può essere meglio di un occhiale completamente sprovvisto di tali indicazioni, non è comunque indice di qualità; diciamo che è il minimo essenziale per un'acquisto sicuro, ma; la scala del potere filtrante non specifica nulla a proposito dei raggi UVA e UVB; il potere filtrante di un occhiale dovrebbe essere minimo di 400 nanometri (UVA 400) non partire da 0; le certificazioni sopra riportate sono notoriamente facilmente falsificabili.

    E' quindi importante andare in un centro specializzato dove, oltre al potere filtrante chiederete la percentuale di assorbimento UV e la classe ottica

    Le lenti devono essere grandi; in ambienti riflettenti come sulla neve, sull'acqua, in spiagge con sabbia particolarmente chiara devono essere dotati di protezione laterale; non devono distorcere le immagini meglio se antigraffio (ogni alterazione dell'immagine, provocate da graffi o da lenti malformate è uno sforzo inutile e pericoloso all'occhio). E' sempre preferibile scegliere lenti di plastica piuttosto che in vetro che si possono rompere più facilmente. Conservarli e mantenerli con cura.

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    (Fonte: http://it.blastingnews.com/)

    Occhiali che leggono le emozioni: arriva il brevetto Microsoft

    L'ufficio brevetti Usa ha dato l'ok, il dispositivo - chissà se e quando sarà in commercio - sarebbe in grado di leggere le emozioni di chi entra nel nostro campo visivo. Intanto, l'azienda di Redmond ha lanciato alla conferenza degli sviluppatori in corso a San Francisco un modo più facile per rendere le app studiate per Apple e Google, adattabili a Windows.

    La novità degli occhiali che leggono le emozioni potrebbe restare sulla carta al pari di tanti brevetti che vengono depositati dalle aziende tecnologiche. Ma l'ipotesi è affascinante e già si ipotizzano i diversi impieghi anche professionali come ad esempio gli interrogatori, i negoziati o i colloqui di lavoro. Redmond ha già fatto un passo significativo nella realtà aumentata lanciando il dispositivo HoloLens, che ha un'interfaccia olografica con la quale poter interagire mediante lo sguardo, la voce o i gesti delle mani.

    (Fonte: http://www.ilgiornale.it)

    Lo yoga per gli occhi: esercizi per la vista affaticata

    Come riposare gli occhi affaticati da troppo lavoro?

    Gli occhi sono organi molto sofisticati; negli occhi ci sono lenti, muscoli, recettori che ci consentono di vedere tutto quello che ci circonda. Proprio perché vedono tutto, in questo nostro mondo di televisori, telefonini, tablet e computer, lo stress li disturba molto. Inquinamento, schermi e display affaticano gli occhi, causando anche molti disagi: errori (miopia, presbiopia, astigmatismo), malattie (glaucoma, allergie).

    Lo yoga come “terapia oculare” – con tecniche specifiche e con il rilassamento profondo che riduce lo stress – può rappresentare un aiuto. Il palming e trataka sono due tecniche che rilassano gli occhi, mentre le pratiche di messa a fuoco li allenano, migliorandone la capacità di messa a fuoco.

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    (Fonte: http://www.leviedeldharma.it)

    Occhiali da vista: 5 errori da non fare quando scegli la montatura

    Gli occhiali da vista non sono facili da selezionare per questo è bene scoprire quali sono gli errori più comuni che si commettono quando scegli la montatura. Come sai, ce ne sono di diverse, realizzate non solo con forme differenti, dalle rettangolari alle tonde, dalle cat-eye a goccia, ma anche con materiali e in colori variegati. Come scegliere gli occhiali da vista giusti? Più che consigli per farlo, vogliamo sottoporti una serie di sbagli soliti e classici, così da poter imparare da questi e non commetterli più.

     

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    (Fonte: http://eyewear.stylosophy.it)

    Luce solare e salute degli occhi: come proteggersi al meglio - Le regole da seguire

    Con l’arrivo dell’estate la salute degli occhi è un tema da non trascurare: maggiore esposizione ai raggi solari e all’aria aperta, luminosità più intensa. Eppure l’abitudine agli occhiali da sole non è così radicata: solo il 15% degli italiani li utilizza regolarmente. Il 60% dei bambini non indossa lenti scure e tra gli anziani questa percentuale cresce ancora. 
    «E’ fondamentale utilizzare gli occhiali da sole soprattutto quando l’irradiazione è più intensa e si trascorre più tempo all’aria aperta, con una maggiore esposizione a luce, raggi UV, vento, sabbia, acqua salata o ricca di cloro, polline e polveri sottili», spiega il dott. Francesco Loperfido, consulente della Commissione Difesa Vista, Responsabile del Servizio di Oftalmologia Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano. 
    Di seguito alcuni consigli per un acquisto ragionato e un’adeguata protezione dei nostri occhi.

    1) Acquistare gli occhiali presso centri ottici che potranno suggerirvi la scelta corretta anche in base alla vostre esigenze, consigliandovi le lenti più adeguate. Non affidarsi ad ambulanti o negozi non specializzati 
    2) Scegliere l’occhiale da sole in base all’utilizzo che se ne deve fare (se lo si deve indossare tutti i giorni, per praticare attività sportiva oppure per guidare), ai luoghi dove intendiamo recarci in vacanza o per un viaggio, all’attività sportiva che si pratica (sci, vela, ciclismo, golf, guida) 
    3) ridurre al minimo l’esposizione al sole dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio e avere sempre un “occhio di riguardo” per bambini e anziani.

     

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    (Fonte: http://www.corriere.it)

    Occhi: 10 messaggi importanti dalle nostre pupille

    Gli occhi ma sopratutto le nostre pupille,non solo ci aiutano a vedere,guardare, ma segnalano anche che cosa sta succedendo nella nostra mente.

    Ho voluto elencare 10 ricerche psicologiche che mostrano come i cambiamenti nelle dimensioni delle pupille dei nostri occhi, rivelano molti aspetti del pensiero.

    1. Guardami negli occhi, il mio pensiero è in affanno

    Se mi guardi negli occhi e mi chiedi chi era il fondatore della psicanalisi che fumava 20 sigari al giorno,le dimensioni delle mie pupille non cambiano perché con facilità ti rispondo Sigmund Freud!

    Ma se mi chiedi di spiegarti le regole di uno sport come il rugby, le mie pupille si dilatano.

    La ricerca infatti, ha dimostrato che più il cervello lavora duramente e s’impegna, più le pupille si dilatano. Quando Hess e Polt (1964) diedero ai partecipanti dell’esperimento, compiti via via più difficili da completare, notarono che le pupille di questi si dilatavano e diventavano sempre più grandi.

    2. Il mio cervello è sovraccarico, i miei occhi non mentono

    Se guardi da vicino i miei occhi mentre mi chiedi i risultati di moltiplicazioni “impossibili” come 1345 x 2022 e insisti a volere la risposta, le mie pupille reagiranno in modo strano:

    La ricerca di Poock (1973) dimostra che quando le menti delle persone vengono sovraccaricate fino al 125% delle loro la capacità, le pupille smettono di dilatarsi e si contraggono immediatamente! Game Over!

    3. Ho il cervello danneggiato i miei occhi non rispondono

    Quando i medici o gli infermieri fanno lampeggiare una luce negli occhi dei pazienti è per verificare se i loro cervelli stanno funzionando correttamente. Le pupille di un cervello sano, dovrebbero essere uguali, rotonde e reattive alla luce. In inglese questa semplice verifica delle pupille si chiama PERRL (Pupils Equal, Round, Reactive to Ligh).

    Se il mio cervello ha subito un trauma, perché ho dato una forte capocciata, probabilmente il PERRL non si vede. Inoltre un bernoccolo o del sangue che cola dalla mia testa sarà un indizio in più per capire che c’è qualcosa che non va!

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    (Fonte: http://www.psicosocial.it)

    14 cose che non sai sull’occhio umano

    Gli occhi umani sono un mistero incredibile da scoprire. Abbiamo raccolto per voi 14 cose che sicuramente non sapete sull’occhio umano. Curiosità e fatti che non potranno che lasciarvi in molti casi a bocca aperta. Scopriamoli insieme.

    1) Gli occhi blu dei bambini qualche volta cambiano colore.
    2) Studi hanno mostrato che se si indossano degli occhiali che rivoltano le immagini a specchio dall’alto in basso per molte persone non cambia nulla:il cervello sistema la visuale automaticamente e fa vedere l’immagine normale.
    3) Ogni metà della retina percepisce metà immagine che poi il cervello rielabora e dà come unica.
    4) Il cervello è in grado di processare un immagine in 13 millisecondi.
    5) La visione periferica umana è in bassa risoluzione.
    6) Tutti gli europei dagli occhi azzurri probabilmente condividono uno stesso progenitore comune.
    7)Tutti gli uomini originariamente avevano occhi marroni.
    8) Di media si sbattono le palpebre per 15-20 volte al minuto.
    9)10/10 non significa vedere perfettamente ma essere in grado di vedere a 10 metri da te bene.
    10) Se sei miope il tuo occhio è più lungo del normale.
    11) Se sei astigmatico è più corto del normale.
    12) Le lacrime hanno diversa composizione a seconda del motivo per il quale sono prodotte.
    13) Gli occhi sono sempre impegnati in piccoli movimenti per tentare di tenere tutto a fuoco.
    14) L’iPhone 6 ha una risoluzione di 8 MP, l’occhio umano di circa 576 MP.

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    (Fonte: http://scienza.attualissimo.it)

    Perché si starnutisce ad occhi chiusi?

    Ci sono domande sul corpo umano che da sempre animano i dibattiti scientifici e non, senza, a volte, trovare una corretta ed esauriente spiegazione. Ci sono tante curiosità imbarazzanti sul nostro corpo che attanagliano le nostre menti. Eccone alcune: è possibile leccarsi il gomito? No, è un gesto che richiederebbe una particolare mobilità dell’omero. E muovere le orecchie una alla volta? Si tratta di una capacità impossibile per l’uomo ma presente negli animali (es. in gatti, ippopotami e pipistrelli). La capacità superiore nel muovere la muscolatura dell’orecchio dipende da un’area del midollo spinale (nella parte inferiore del cervello) che nell’uomo è poco sviluppata.

    Perché si starnutisce con gli occhi chiusi? Ad ogni starnuto scatta un riflesso automatico che ci fa chiudere gli occhi. Dal midollo spinale una serie di neuroni invia impulsi motori in sincronia a diverse parti del corpo. Gli occhi così si chiudono e gli addominali si tendono. Una ricerca della Drexel University di Filadelfia (USA) ha stabilito che il riflesso di chiudere gli occhi servirebbe a proteggere dai batteri rilasciati dallo starnuto.

     

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    (Fonte: www.meteoweb.eu)

    Cecità, ritornare a “vedere” attraverso la lingua

    Chi ha perso la vista, potrebbe ritornare a “vedere” attraverso la lingua. L'azienda statunitense Wicab ha realizzato un dispositivo, chiamato BrainPort V100, in grado di aiutare i non vedenti a percepire ciò che li circonda attraverso l'organo del gusto. L'apparecchio high techha già ricevuto il via libera da parte dell'americana Food and Drug Administration (Fda) e dall'Unione Europea, dov'è già disponibile. Prima di utilizzarlo correttamente, tuttavia, è necessario un periodo di allenamento, in modo che gli utenti imparino ad associare i vari stimoli ai diversi oggetti.

    Il dispositivo combina un paio di occhiali dotati di videocamera con un piccolo dispositivo intraorale, collegato a 400 elettrodi. Funziona grazie a un software che converte le immagini catturate dalla videocamera in segnali elettrici, percepiti dall'utente come vibrazioni o formicolii sulla lingua. La sensazione, spiegano i produttori, può essere paragonata a quella che si sperimenta ingerendo dell'acqua leggermente frizzante. Può essere usato da persone concecità congenita o acquisita.

    Nel corso di uno studio, diretto a valutarne la sicurezza e l'efficaciaBrainPort V100 è stato testato su 74 persone prive della vista. Dopo un anno di sperimentazione, i partecipanti sono risultati in grado di riconoscere gli oggetti. In particolare, riuscivano a determinare posizione, dimensione, forma ed eventuale movimento degli oggetti.

     

    (Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com)

    Come vedono gli animali

    Tutti gli animali hanno occhi o strutture analoghe per vedere il mondo a modo loro. Anche gli invertebrati più semplici, gli insetti più piccoli, persino le meduse, per il 99% composte da acqua, hanno cellule sensibili alla luce che servono appunto da occhi. Ma come vedono? Anche se molti animali hanno occhi con strutture simili ai nostri, oggi sappiamo che il nostro modo di vedere è unico in natura, condiviso solamente dalle scimmie antropomorfe e poche altre specie. 
     
    Ogni specie si è infatti evoluta sviluppando le caratteristiche visive più adatte al proprio habitat e stile di vita. Non si può dire che vedano meglio o peggio: vedono nel modo migliore per loro. Le talpe vedono bene da vicino e nel buio più completo delle loro tane; i cani non riconoscono i colori ma vedono bene nella penombra e al crepuscolo. Le mosche, e gli insetti in genere, non distinguono chiaramente le forme, ma vedono un numero maggiore di immagini fisse al secondo, 200 circa contro le 18 dell'uomo: per questo motivo, un movimento che a noi appare rapido per una mosca è invece composto da singole immagini fisse. Il sistema visivo degli insetti è dunque ideale per sopravvivere alle insidie dei predatori (uomini con scacciamosche compresi), o per catturare al volo le prede. I multimedia qui sotto vi trasportano nel mondo animale e vi mettono in condizione di vedere il mondo coi loro occhi.

    L'occhio è paragonabile a una telecamera: la cornea e il cristallino (negli occhi dei vertebrati) sono lenti che, come un obiettivo, catturano le immagini e le mettono a fuoco. Le immagini sono poi proiettate sullaretina, assimilabile agli elementi sensibili di una videocamera. Nella retina dell'uomo ci sono due tipi di cellule sensibili alla luce, detti fotorecettori: i coni e i bastoncelli. I primi (che nell'uomo sono circa 6 milioni) si trovano prevalentemente al centro della retina e sono adatti alla visione diurna: si adattano alla luce e permettono di percepire i colori e distinguere i dettagli. 
     
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    (Fonte: www.focus.it)

    I 5 sensi del bebè - la vista

    Il neonato ha una vista perfettamente adeguata alle sue necessità. Mentre in passato si riteneva che il bambino appena nato non vedesse nulla, oggi si sa che la sua vista gli consente di mettere a fuoco tutti gli oggetti posti a una distanza di 20 - 35 cm dai suoi occhi.
    Questa misura non è stata stabilita dalla natura a caso, ma corrisponde alla distanza esistente tra il volto della mamma e quello del bambino durante l'allattamento. Per un neonato sdraiato nella culla, quindi, ogni oggetto sistemato a una distanza diversa da questa non è altro che una macchia confusa.
    Inoltre, il neonato ha preferenze precise: ama le figure in movimento, le linee curve, le forme ampie e appariscenti, mentre non riesce a mettere a fuoco le forme statiche, le linee diritte e gli oggetti distanti. Queste attitudini hanno la precisa funzione evolutiva di permettergli il riconoscimento di chi è destinato a proteggerlo, che è la mamma, e di lasciarlo indifferente di fronte a quello che succede lontano da lui e dal quale si sente indifeso.

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    (Fonte: http://pubblibaby.quimamme.leiweb.it)